Perché l'aikido

Abbiamo già detto che la migliore definizione dell'aikido è stata data dal suo fondatore, il grande maestro Morihei Ueshiba (1883-1969). L'obiettivo dell'aikido è di affinare la mente ed il corpo e creare persone di elevata integrità. *

^ A life in aikido, K. Ueshiba, Kodansha, 2008.

 

 

La prima parte di questa affermazione può sembrare di facile comprensione, in realtà nasconde significati molto più profondi di quelli che appaiono a prima vista. E' evidente che una disciplina derivata dalle antiche arti marziali richiede il raggiungimento ed il mantenimento di un adeguato stato di forma corporeo. Avendo però rinunciato esplicitamente ad ogni forma di competizione l'aikido ha anche di conseguenza esteso all'intero arco della vita la possibilità di praticare proficuamente.

L'aikido è adatto ai bambini, che apprenderanno in un ambiente gioioso ma disciplinato a prendere confidenza con il proprio corpo e con le sue infinite possibilità. E' adatto anche ai giovani, che vi troveranno una fonte quotidiana e continua di accrescimento della propria personalità oltre che di affinamento delle proprie capacità corporee. E' adatto anche alle persone mature, le cui capacità di concentrazione sono in condizione di svilupparsi continuamente, anche quando il corpo ha superato la sua fase ascendente.

La migliore resa in combattimento, come anche nella battaglia quotidiana, è possibile solamente quando ad uno stato di forma ad alto livello si accompagni anche una condizione mentale analoga. E' anzi possibile pensare, e tutti i grandi maestri di ogni arte non si stancano di ripeterlo durante il loro insegnamento, che è la mente a comandare il corpo e non viceversa.

Uno stato mentale di assoluta serenità permette al corpo di rendere al meglio, in ogni circostanza, anche e soprattutto in quelle più difficili e più avverse.

L'essere umano in questa condizione mentale non verrà colpito e condizionato dagli avvenimenti esterni, mantenendo al contrario uno stato di imperturbabile vigilanza che gli permette di scegliere l'azione più appropriata alle circostanze del momento.

Evitiamo però di pensare ad una sorta di competizione tra mente e corpo, tra riflessione ed azione.

Ogni singola componente della personalità umana tende, nella pratica dell'aikido, ad agire non solo in armonia ed in sintonia con le altre componenti interne ma anche con l'avversario, che viene indotto in modo non traumatico a desistere dalla sua azione negativa..

Ecco quindi che la pratica dell'aikido, ben lungi dall'esaurirsi in alcune ore di pratica settimanali, concentrate nel periodo della giovinezza, coinvolge positivamente l'intero essere umano - se lo vorrà - durante tutto l'arco della sua vita e in ogni momento della sua giornata.

 

 

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