Come si pratica l'aikido

A differenza di altre discipline marziali l'aikido non prevede combattimenti, né quelli amichevoli all'interno del dojo (randori) né quelli organizzati nel corso di competizioni vere e proprie (kumite).

 

 

 

 

 

Non sono previste nemmeno le memorizzazioni di sequenze in forma fissa, a solo od in coppia (kata) previste in molte discipline storiche. Questo perché l'aikido intende adattarsi ad ogni circostanza, mentre le competizioni si svolgono seguendo regole rigidamente ben precise ed i kata ugualmente cristallizzano delle sequenze di movimenti fissate in precedenza.

La lezione di aikido viene preceduta da un adeguato preparamento mentale - tecniche di rilassamento e concentrazione-  e fisico (aikitaiso) che contempla respirazione ed elasticità del corpo e degli arti.

Seguono di norma movimenti basici (ashisabaki) indirizzati ad una corretta postura e a spostamenti nello spazio logici, veloci ed armoniosi.

 

 

La parte tecnica viene condotta dall'insegnante dimostrando con l'ausilio di un assistente (uke) una forma di attacco e una ipotesi di difesa, che termina sempre con il controllo a terra dell'aggressore (osae) o con una sua proiezione (ukemi)

Dopo la dimostrazione i praticanti, scelto un compagno di allenamento, di qualunque età o sesso, si alternano nella parte di attaccante (uke) e difensore (tori), eseguendo ogni volta due tecniche dal lato destro e due dal lato sinistro. Si continua fino ad un cenno dell'insegnante, per un cambio di tecnica, per illustrare alcuni dettagli non sufficientemente compresi o per la conclusione della lezione. L'alternarsi continuo tende ad evitare ogni tentazione di competizione o tentativo di affermazione della propria superiorità, tecnica o fisica.

 

Le immobilizzazioni a terra si ottengono per mezzo di leve articolari che oltre all'efficacia pratica hanno anche lo scopo non di far male ma di essere una utile forma di ginnastica supplementare, che favorisce un buon equilibrio fisico costante negli anni.

Il periodo della pratica infati non ha limiti, va dall'età scolare in poi senza alcuna limitazione, naturalmente adattando la pratica a seconda della propria età e di quella del compagno di allenamento.

 

 

 

 

 

 

Va fatto un accenno particolare alle proiezioni, che possono lasciare perplesso chi le osserva per la prima volta, giudicando che obblighino a cadute difficili e preoccupanti se non potenzialmente pericolose.

In realtà le cadute costituiscono uno dei momenti più divertenti della pratica dell'aikido e non sono necessarie particolari doti fisiche per eseguirle correttamente.

Ma nessun praticante viene comunque mai forzato a compiere gesti fuori della sua portata.

 

 

 

 

 

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