Cenni di storia dell'aikido

Troverete qui, per avere un'idea dell'ordine di grandezza dello sviluppo e del fiorire della cultura delle arti marziali in Giappone, una cronologia essenziale ma che comprende tutte le date importanti del lungo percorso che ha portato alla nascita, allo sviluppo e poi alla diffusione su scala mondiale dell'aikido. Ora daremo invece alcune informazioni di base.

 

 

 

 

Le remote origini dell'aikido si dice risalgano all'VIII secolo, ad una disciplina di combattimento non cruenta, il tegoi, precursore di quella oggi conosciuta come sumo, che si diffuse nella nobiltà giapponese. Nell'XI secolo Minamoto Yoshimitsu, di una delle due dinastie che si scontravano sanguinosamente per il dominio del Giappone, che resideva in gioventù nel castello di Daito, sviluppò sulla base del tegoi e dei suoi studi personali una disciplina che chiamò Daito ryu (scuola di Daito).

Sul finire del secolo seguente la battaglia navale di Dannoura consegnava il potere nelle mani dei Minamoto e molti discendenti dei rami cadetti vennero dislocati in altri feudi per estendere il dominio Minamoto e tenere sotto controllo i più pericolosi rivali. Il ramo chiamato Takeda si stabilì nella provincia montuosa del Kai.

Nel XVII secolo il condottiero Takeda Shingen estese il suo dominio verso i due mari, per spezzare in due il Giappone e divenire l'ago della bilancia politica ed aspirare al titolo di shogun, vacante per la decadenza della dinastia Ashikaga. Dopo la sua morte in battaglia i Takeda vennero annientati da Oda Nobunaga nella battaglia di Nagashino (vicende narrate in Kagemusha, di Akira Kurosawa). Alcuni superstiti si trasferirono nel feudo nordico di Aizu.

 

 

 

 

 

Sul finire del XIX secolo Takeda Sokaku venne designato a capo della scuola Daito ryu, tramandata di generazione in generazione all'interno del feudo. Alcuni anni dopo, nell'isola di Hokkaido ove si era nel frattempo stabilito, Takeda ammise tra i suoi allievi un giovane colono proveniente da Tanabe: Morihei Ueshiba.

Ueshiba raggiunse in breve tempo un livello tale da permettergli l'insegnamento, ma la sua natura era molto differente da quella del  maestro, che aveva impresso una tale impronta che la disciplina veniva definita al tempo Takeda ryu. Intorno al 1925 Ueshiba si rese conto che gli era necessario, mantenendo i principi di base di quanto aveva appreso, costruire una nuova disciplina più rispondente alle sue esigenze.

La sua fama si diffuse ben presto e gli venne consigliato di trasferirsi a Tokyo ove la sua arte avrebbe avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare. Nel 1942 il governo giapponese riconobbe la nuova disciplina, che prese il nome di aikido: via dell'armonia dello spirito.

 

 

 

 

 

 

Nel 1956 il maestro Ueshiba decise di uscire dal circolo elitario ma ristretto cui lo confinavano le usanze tradizionali, che non prevedevano manifestazioni aperte al pubblico e limitavano drasticamente il numero delle persone ammesse alla pratica. Iniziò da allora la diffusione su più vasta scala dell'aikido, inizialmente su scala giapponese e poi su scala mondiale, con la delega a qualificati insegnanti dell'Hombu Dojo di Tokyo per la diffusione dell'aikido all'estero. In Italia nel 1964 venne inviato il maestro Hiroshi Tada. Pochi anni dopo fondò l'Aikikai d'Italia, che dirige tuttora.

Al momento l'Aikikai d'Italia conta oltre 300 scuole affiliate, in tutta Italia, e circa 6000 iscritti.

Joomla templates by a4joomla