Il teorema di Fujimoto

Nata per scherzo, questa elaborazione di una foto del maestro Fujimoto (Laces, 2010) ha suscitato qualche discussione con ambizione di serietà.

 

 

 

 

 

In realtà l'analisi logica o la dimostrazione di un teorema geometrico partendo dai classici parametri di tesi ed ipotesi esulano, secondo lo scrivente, dalla metodologia della pratica dell'aikido. La preparazione deve essere rigorosa, la pratica deve essere invece spontanea e naturale, lasciando che affiorino - ma rimanendo in sordina - gli automatismi che devono affiorare. L'analisi può arrivare, ma in un momento separato e successivo.

Rimane ovviamente da dire, in risposta ai molti che hanno chiesto quanto tempo ci fosse voluto voluto per preparare lo scatto: è stato assolutamente spontaneo e casuale anchesso. E conferma un altro teorema che circolerà ancora a lungo, senza bisogno di tante dimostrazioni: l'aikido di Fujimoto è colmo di fantasia ed inventiva, eppure lui è sempre stato in grado quando era il momento di ripetere 1000 volte la stessa tecnica, in modi diversi e con diversi uke ma sempre eppure sempre uguale. Con assoluta precisione dei movimenti e seguendo linee di lavoro inattaccabili da ogni critica.

Del resto, non a caso è un Maestro.

 

 

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